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Arco

mt. 91 s.l.m. ab. 13.501 Municipio - Via III Novembre, 3 Tel. 0464/55.71.11 Arco è un'elegante cittadina, situata a 5 chilometri dal lago di Garda, che conserva inalterate le tracce di un passato ricco di storia, che affonda le radici in un tempo antico. E' adornata da parchi e giardini e gode di un clima particolarmente mite, che la rese famosa nell'Ottocento, quale ambita stazione climatica per le vacanze invernali della nobiltà mitteleuropea. Le fonti storiche rivelano che la zona era abitata fin dall'antichità. Repertì archeologici testimoniano insediamenti preistorici risalenti all'età mesolitica e neolitica. Una lapide, rinvenuta nel castello, attesta l'autorizzazione a Sesto Nigidio Primo, da parte degli Edili di Brescia, a ripristinare un'ara al dio Bergimo, divinità molto venerata dai Galli Cenomani. Infine, il nome "Arco" si riscontra in un documento di permuta che porta la data dei 23 settembre 771, mentre regnavano i re Desiderio e suo figlio Adelchi. La storia medioevale di Arco vide la borgata nascere e svilupparsi sulla destra del fiume Sarca, cingendosi di mura e chiudendosi a semicerchio attorno alla rupe dei castello. Inserita nel Sacro Romano Impero di Germania, seguì le sorti del Ducato e quindi della Contea dei Principato vescovile di Trento. Costituitosi in libero comune, venne usurpato dai conti d'Arco, che nel XII secolo s'impadronirono della proprietà civica del castello che venne ufficialmente infeudato nel 1186. Ma le lotte intestine dei Conti d'Arco ridimensionarono il loro potere e cosi Arco subi l'egemonia veronese dal 1348 al 1405. I continui dissidi nella famiglia dei d'Arco provocarono nel 1579 l'intervento dei Conti di Tirolo che sequestrarono la contea fino al 1614 quando tornò feudo imperiale. Agli inizi dei XVIII secolo, Arco fu occupata e saccheggiata dalle truppe del generale Vendôme, nell'ambito della guerra di successione al trono di Spagna. Ma la vera rinascita della città risale al secolo successivo; negli anni Settanta nacque il luogo di cura invernale, grazie allo stimolo della presenza dell'Arciduca Alberto d'Austria, cugino dell' mperatore Francesco Giuseppe, che decise di realizzare ad Arco la sua residenza invernale, attomiata da un parco lussureggiante, ricco di specie arboree mediterranee ed esotiche. In quel periodo sorsero alberghi, ville, giardini e stabilimenti di cura come pure luoghi di divertimento. Una folla cosmopolita, di aristocratici e borghesi, trascorreva ad Arco gli inverni, assaporando la mitezza del clima. Tra gli estimatori della stazione climatica, ricordiamo Francesco II, ex re di Napoli e delle Due Sicilie che, ormai in esilio, svernava abitualmente ad Arco ove mori nel 1894. Le sue spoglie vennero inumate nella chiesa Collegiata e poi traslate nella chiesa di S. Chiara a Napoli. Ma fu con la morte dell'Arciduca Alberto d'Austria, avvenuta ad Arco nel 1895, che iniziò la decadenza dell'Arco felix e ancor più fu lo scoppìo della prima guerra mondiale che pose fine alla stazione climatica di Arco (Kurort), frequentata dalla società mitteleuropea della "belle époque". Oggi, Arco conserva ancora le caratteristiche di quei luoghi che affascinarono i primi viaggiatori; ha il seducente sapore di quelle località che con superbia maestria sanno abbinare la severità di manieri intrisi di storia alla dolcezza di una paesaggio incantevole, attorniato da morbide colline ricoperte di olivi, arricchito da parchi e giardini, una profonda emozione, che il turista modemo serberà nel suo cuore e potrà raccontare. CAP 38062 (TN) V.le delle Palme, 1 Tel. (+39) 0464/532255 Fax. (+39) 0464/532353 E-Mail aptgarda@anthesi.com
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