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Nago

Torbole m.65 s.l.m. Nago m. 222 s.l.m. Nago-Torbole ab.2375 Municipio - Via Matteotti, 48 Tel. 0464/54.95.00 Stazione turistica gardesana ubicata in posizione soleggiata, è riparata dai venti del nord e gode di clima mite (stazione xerotermica alpina). È luogo abitato fin dalla preistoria e ciò è provato da importanti rinvenimenti archeologici, anche romani. La conca di Nago ha rivelato negli anni '90, con nuovi ritrovamenti sotto roccia, frequentazione umana fin dal mesolitico recente (4500 a.C. - manufatti litici). È stata rinvenuta una sepoltura litica contenente materiale databile all'età del rame (2500-3000 a.C.) tra cui un pregiato pugnatello in selce di ca. 15 cm e un anellino in rame. Nago formava con Torbole una comunità regolata da statuti confermati nel 1647 dai Conti del Tirolo e dipendeva dalla giurisdizione del Castello di Penede dei Conti d'Arco. Il Paese è rapidamente descritto nel "Journal" di Montaigne, al quale nel XVI secolo era apparso come una cittadella circondata da mura. È patria del poeta e umanista Antonio Gazzoletti (1813-1866) e del sociologo Scipio Sighele (1868-1913). L'abitato è allungato tra il Dosso di Penede e il Dosso di S.Zeno e si affaccia sulla bassa Valle del Sarca; la parte più antica cinge il Dosso di S.Zeno mentre la parte nuova si allarga verso la strada statale, dove sorge la chiesa settecentesca di S.ROCCO (P/Q 21). La chiesa pievana, già collegiata di S.VIGILIO (P 21), si erge sulla pittoresca contrada di San Vigilio, doviziosa di case dai prospetti rustico-signorili, dalle finestre in serraglie di pietra e svelti portali blasonati, ed è intersecata da pittoreschi vicoli che salgono le rupi del Dosso di S.Zeno. Ricordata sin dal 1194 e ricostruita nel secolo XVI, la chiesa è fiancheggiata alla torre romanica del campanile a bifore: da osservare il rilievo romanico immurato e il portale del 1569. La soprastante statua di S.Vigilio raffigura il vescovo tridentino con la barba ed è un unicum nel genere. Nella vicina piazzetta si trova la CASA TONELLI (P 21), di forme barocche. Attraversando un portico, si giunge ad un edificio quattrocentesco addossato alla rupe del castello e tra esso e gli alti muri di pietra delle case vicine, con chiari elementi murari medioevali, si trova un portico colonnato che regge una loggia. Nella piazzetta soprastante da ammirare la settecentesca CASA GAZZOLETTI (P 21) (epigrafe ad Antonio Gazzoletti) e la barocca CHIESA DELLA TRINITÀ (P 21) fatta costruire dai Tonelli nel XVIII secolo. Nella piazza il "pesarol", grande pietra rotonda che serviva per pesare i carri di legna, ora adibita a pianerottolo per la scala di una casa. Nella vicina Via Sighele, sulla CASA SIGHELE (P 21), busto bronzeo del sociologo Scipio Sighele ed epigrafe dettata da Ugo Ojetti (1921). In due portici le vecchie fontane del paese che erano alimentate - si dice - dal Lago di Loppio. Salendo a Portadosso, l'ambiente assume una spiccata fisionomia rustica, sobriamente massiccia pur non mancando i prospetti dal tocco signorile (vedi la bella CASA BONETTI - P 21), i larghi e gli svelti portali di pietra delle corti e dei broli. Una fila di case si allunga sotto la rupe del Dosso di San Zeno con elementi sotto roccia. La CHIESA DI SAN ZENO (P 21), molto antica, rimaneggiata nel XVI secolo e ora in semirovina, è costruita sulla cima del dosso che la leggenda vuole urbanizzato da pastori romani. Il rudere vicino può essere il basamento di una torre: ha angoli bugnati e dimensioni 7x7. Nella parte bassa del paese sorgono i FORTI DI NAGO (O 21), egregio esempio di fortificazioni austriache ottocentesche (1860-1862), restaurati ed adibiti ad uso turistico. Percorrendo la strada vecchia, detta Via S.Lucia, che scende nella selvaggia valle tra le rupi di Penede e il ventoso groppone di Dos de Villa e Sciani, si scende in circa mezz'ora a Torbole, incontrando numerosi oliveti. La Via S.Lucia assistette alla temeraria calata della piccola flotta veneziana fatta venire dall'Adriatico per l'Adige e la Valle del Càmeras nel 1439. All'imbocco della strada c'è CASA MAZZOLDI (P 21/22) con bifora e affresco veneto del 1537, già sede della dogana tirolese. CAP 38069 (TN) Via Lungolago Verona, 19 Tel. (+39) 0464/505177 Fax. (+39) 0464/505643 E-Mail aptgarda@anthesi.com
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